Ancora una volta si torna a parlare del "caso filobus" di Chieti.
Dopo l'improvvisata del celebre programma televisivo "Le iene show", l'assessore comunale alla mobilità e ai lavori pubblici Luigi Febo aveva promesso ai teatini che entro il 1°Maggio 2008 i mezzi di trasporto sarebbero entrati regolarmente in funzione; il sindaco Francesco Ricci, a sua volta, si era impegnato a sospendere l'assessore dal suo incarico qualora l'impegno non fosse stato rispettato entro i tempi stabiliti. Oggi, 5 Maggio 2008, trascorsi quattro giorni dalla scadenza della promessa di Febo, non si vedono filobus per le vie di Chieti nè tantomeno è stata resa nota alcuna informazione riguardante la sorte della poltrona dello stesso assessore.
Ripercorriamo le tappe di questo scandalo.
Dal 1905 al 1993, la filovia ha funzionato regolarmente fino a quando non è stato deciso di sospendere il servizio per effettuarne il rinnovamento. Da allora, non sono mai tornati in funzione; finalmente, circa tre anni fa, l'ex primo cittadino teatino Nicola Mario Cucullo ha dato il via ai lavori per il reimpianto dei mezzi: l'intero percorso, completo di pali e cavi elettrici aerei, è stato da tempo ultimato ma, nonostante le pressioni dei cittadini e dei mass-media, non è mai entrato in funzione (frattanto Francsco Ricci è diventato sindaco).
Dopo l'intervento delle "iene", i permessi e i collaudi sono stati approvati e nessuna burocrazia può dunque ostacolare l'inizio del funzionamento dei famigerati filobus di Chieti.
A questo punto la domanda è lecita: cosa si aspetta ancora?
Intanto alcuni teatini stanno organizzando una protesta a Palazzo d'Achille per dare voce, ancora una volta, al malcontento della cittadinanza nei confronti di un'amministrazione
la quale conferma progressivamente la sua totale incompetenza nell'amministrare la nostra Chieti.
Dopo l'improvvisata del celebre programma televisivo "Le iene show", l'assessore comunale alla mobilità e ai lavori pubblici Luigi Febo aveva promesso ai teatini che entro il 1°Maggio 2008 i mezzi di trasporto sarebbero entrati regolarmente in funzione; il sindaco Francesco Ricci, a sua volta, si era impegnato a sospendere l'assessore dal suo incarico qualora l'impegno non fosse stato rispettato entro i tempi stabiliti. Oggi, 5 Maggio 2008, trascorsi quattro giorni dalla scadenza della promessa di Febo, non si vedono filobus per le vie di Chieti nè tantomeno è stata resa nota alcuna informazione riguardante la sorte della poltrona dello stesso assessore.
Ripercorriamo le tappe di questo scandalo.
Dal 1905 al 1993, la filovia ha funzionato regolarmente fino a quando non è stato deciso di sospendere il servizio per effettuarne il rinnovamento. Da allora, non sono mai tornati in funzione; finalmente, circa tre anni fa, l'ex primo cittadino teatino Nicola Mario Cucullo ha dato il via ai lavori per il reimpianto dei mezzi: l'intero percorso, completo di pali e cavi elettrici aerei, è stato da tempo ultimato ma, nonostante le pressioni dei cittadini e dei mass-media, non è mai entrato in funzione (frattanto Francsco Ricci è diventato sindaco).
Dopo l'intervento delle "iene", i permessi e i collaudi sono stati approvati e nessuna burocrazia può dunque ostacolare l'inizio del funzionamento dei famigerati filobus di Chieti.
A questo punto la domanda è lecita: cosa si aspetta ancora?
Intanto alcuni teatini stanno organizzando una protesta a Palazzo d'Achille per dare voce, ancora una volta, al malcontento della cittadinanza nei confronti di un'amministrazione
la quale conferma progressivamente la sua totale incompetenza nell'amministrare la nostra Chieti.
2 commenti:
Purtroppo la questione dei filobus è sempre stata controversa ed assurda!
Le promesse non sono state mantenute...
Ad oggi l'attuale esecutivo ha dimostrato i suoi limiti, non tanto dovuta alla sua incompetenza quanto alla sua NON voglia di fare!!
Ben detto, Vitt! Il qualnquismo di una politica menfreghista, quindi disfattista a Chieti, è ormai recidivo da anni. La sciagurata giunta Ricci non riesce, a distanza di due anni dalla sua elezione ( quindi dalla fiducia che NOI cittadini le abbiamo disgraziatamente concesso), sta pian piano generando la trasposizione di una Chieti in ginocchio, presentate molti più deficit e handicap di quanti malauguratamente ci si aspettava mesi fa. Parlando in strette linee teoriche, le modalità ed i mezzi, nel corso dei due anni precedenti, ci sono stati per combinare qualcosa, per "aggiustare" quel lavoro malfatto ancora presente nella nostra civitade. Purtroppo, contrariamente a quanto ottimisticamente ci si augurava, i nostri "pantofolai" di palazzo d'Achille ci hanno forniti di frasi bislacche e infauste illusioni, le stesse che, ad oggi, useremo come l'arma più potente per sollecitarli prepotentemente scendere dalla loro beneamata poltrona e a renderci quello che ci è stato vergognosamente tolto.
GIUSTIZIA PER CHIETI!
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